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Auto ibride, tregua tra UE e Cina: l’accordo sulle quote evita lo scontro commerciale

Auto ibride: l'accordo UE-Cina fissa quote per evitare scontro commerciale. Scopri come questa intesa impatta l'industria automobilistica europea.

di Redazione ControPagina martedì 13 ottobre 2026 · ore 14:01
Auto ibride, tregua tra UE e Cina: l’accordo sulle quote evita lo scontro commerciale
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

L’intesa tra Europa e Cina sulle auto ibride rappresenta un passaggio cruciale, anche se non risolutivo, per l’industria automobilistica europea. L’accordo, negoziato dal vicepresidente della Commissione Europea Maroš Šefčovič e dal ministro del Commercio cinese Wang Wentao, fissa una quota iniziale di 350.000 vetture ibride cinesi all’anno, contro le 800.000 importazioni attese nel 2026, con una crescita del 6% per quattro anni, e potrebbe applicarsi già da dicembre. Un intervento che punta a contenere i flussi senza innescare una guerra commerciale, in un momento in cui l’industria automobilistica, per decenni il cuore della manifattura europea, è in difficoltà.

Il problema non è solo la concorrenza cinese, ma i costi di produzione più alti e i ritardi tecnologici dell’Europa, come evidenzia Costantino Del Riccio su ControPagina. Le sole barriere commerciali non bastano: servono investimenti in ricerca e sviluppo e politiche industriali coordinate. I dazi europei del 2024, che colpiscono le elettriche a batteria ma non altre motorizzazioni, non hanno fermato le importazioni, e il disavanzo commerciale europeo verso la Cina, circa 360 miliardi di euro nel 2025, resta una sfida strutturale.

Secondo Patrizio Bianchi, già ministro dell’Istruzione e presidente di ReMind-Europa, l’accordo ha un significato che va oltre l’auto: è una risposta cinese alle politiche di Trump e un tentativo di riequilibrio geopolitico. “In ballo non c’è soltanto l’auto, che pure sta soffrendo molto. La Cina ha bisogno di esportare, perché ha un problema di sovrapproduzione, e di mantenere i canali aperti, anche per riequilibrare il peso che Trump sta esercitando in tutto il mondo. Questo accordo con l’Europa è la risposta della Cina a Trump”, afferma Bianchi.

Sul piano interno, Bianchi vede una Cina consapevole delle proprie sfide economiche: “La Cina è ben consapevole del fatto che la sua economia ha bisogno di aumentare i consumi interni. La crescita non può più reggersi solo sull’export. Ma il tempo necessario per questa trasformazione non è breve”. Le aperture cinesi sui dazi, che riguardano circa quattro miliardi di euro di esportazioni europee, sono un segnale di disponibilità, ma non un cambiamento strutturale.

Intanto, i numeri del mercato raccontano una pressione crescente: tra gennaio e settembre 2026 le importazioni di auto ibride in Europa sono aumentate dell’86%, mentre il segmento delle immatricolazioni, composto per il 47% da mild hybrid e ibride plug-in, resta fragile. L’industria europea, per ripartire, dovrà fare i conti con una concorrenza che non scomparirà, e l’accordo offre una tregua che l’Europa dovrà sfruttare con una strategia unita.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina