Bagnasco alla firma del nuovo Manifesto dell’Impresa Etica: insieme UCID, Unindustria, Federmanager, ANCE e Coldiretti
Nasce un tavolo permanente per tradurre in impegni concreti i principi di responsabilità sociale, welfare, formazione e uso consapevole dell’IA
Si è svolta a Roma, presso la sede di Target Replay Roma, la firma del protocollo d’intesa per il “Nuovo Manifesto dell’Impresa Etica e Generativa”, un’iniziativa che riunisce rappresentanti delle realtà imprenditoriali giovanili e dell’associazionismo cattolico per aggiornare il concetto di impresa etica in relazione alle trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche in corso.
Alla cerimonia erano presenti il cardinale Angelo Bagnasco, assistente ecclesiastico nazionale dell’UCID, Chrystopher Taglienti presidente Giovani UCID Roma, Eugenio Samori presidente dei Giovani Imprenditori Unindustria Roma-Frosinone-Latina-Rieti-Viterbo, Andrea Zapponini coordinatore dei Giovani Federmanager Roma, Karim Wali presidente dei Giovani ANCE Roma-ACER e Camilla Petrucci delegata Coldiretti Giovane Impresa Lazio.
Hanno inoltre partecipato Benedetto Delle Site, presidente del Movimento Nazionale Giovani UCID, Saverio D’Addato, vicepresidente della Sezione UCID di Roma, Manuel Amelio vicepresidente dei Giovani UCID di Roma e Samia Xena Rinaldi, presidente di UCID Frascati e Velletri-Segni.
Un nuovo Manifesto per l’impresa del futuro
L’iniziativa nasce dall’esigenza di ridefinire il ruolo dell’impresa alla luce delle nuove sfide poste dall’innovazione, dal cambiamento demografico e dalle trasformazioni del lavoro. Obiettivo dichiarato è costruire un modello imprenditoriale capace di coniugare competitività, responsabilità sociale e attenzione alla persona.
I promotori ritengono che l’impresa non possa più limitarsi alla sola produzione di valore economico, ma debba assumere una funzione più ampia, contribuendo alla coesione sociale, alla crescita sostenibile e alla tutela della dignità del lavoro.
I temi centrali del Manifesto
Il nuovo Manifesto punta a tradurre i principi dell’etica imprenditoriale in impegni concreti, individuando alcune priorità strategiche per il sistema produttivo:
Dignità della persona e del lavoro: l’impresa viene chiamata a mettere al centro il valore della persona, promuovendo un lavoro dignitoso, inclusivo e rispettoso dei diritti.
Intelligenza Artificiale e innovazione: particolare attenzione viene riservata all’impatto delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di favorire un uso responsabile dell’IA e dell’innovazione digitale, evitando che il progresso tecnologico comprometta occupazione, competenze e relazioni sociali.
Formazione delle nuove generazioni: il documento sottolinea la necessità di investire nella formazione continua e nell’orientamento professionale, rafforzando il raccordo tra scuola, università e mondo del lavoro.
Sostegno alla famiglia e alla natalità: tra gli impegni figurano misure a favore della conciliazione tra vita professionale e familiare, con politiche orientate al benessere delle persone e alla crescita demografica.
Welfare aziendale e responsabilità sociale: viene promosso un modello di welfare integrato, capace di affiancare quello pubblico e di rafforzare il senso di comunità all’interno delle organizzazioni.
Responsabilità verso le comunità e i territori: l’impresa viene chiamata a operare come soggetto responsabile nei confronti del contesto in cui è inserita, contribuendo allo sviluppo locale, alla sostenibilità ambientale e alla costruzione di reti sociali.
Le dichiarazioni dei firmatari
Nel corso della firma, i promotori hanno ribadito la volontà di avviare un percorso condiviso tra imprenditori, manager e rappresentanti del mondo cattolico per definire un nuovo modello di sviluppo.
“Vogliamo costruire insieme un modello d’impresa capace di affrontare le trasformazioni del nostro tempo senza perdere di vista la persona. L’obiettivo è tradurre i principi dell’impresa etica in impegni concreti e misurabili, facendo dell’innovazione, del lavoro e della responsabilità verso le nuove generazioni strumenti di crescita e di bene comune”, hanno dichiarato i firmatari.
Un tavolo permanente per il nuovo Manifesto
Il protocollo istituisce un tavolo permanente incaricato di elaborare e promuovere il nuovo Manifesto dell’Impresa Etica e Generativa. L’intento è trasformare i principi condivisi in criteri e impegni applicabili nel tessuto produttivo, coinvolgendo associazioni, imprese, istituzioni e mondo accademico.
L’iniziativa si propone quindi come uno spazio di confronto tra diverse esperienze del mondo economico e sociale, con l’obiettivo di ridefinire il ruolo dell’impresa in una fase di profonda trasformazione.
Un dibattito aperto sul futuro dell’impresa
La firma del protocollo rappresenta un primo passo verso la costruzione di un documento che intende offrire al sistema produttivo nuovi riferimenti etici e strategici. La sfida sarà ora quella di tradurre i principi enunciati in pratiche concrete, capaci di incidere sul lavoro, sull’innovazione e sulla responsabilità sociale delle imprese.
In un contesto segnato da cambiamenti tecnologici, demografici ed economici senza precedenti, il progetto punta a riportare al centro del dibattito il rapporto tra impresa, persona e società, indicando un modello di sviluppo che concili innovazione, crescita e responsabilità.
Per il mondo imprenditoriale e associativo coinvolto, il nuovo Manifesto potrebbe rappresentare uno strumento per orientare le scelte future, ponendo la dignità della persona come criterio fondamentale nello sviluppo delle organizzazioni e delle politiche economiche.
Il percorso avviato a Roma potrebbe quindi aprire una fase di confronto più ampia sul ruolo dell’impresa nella società del prossimo decennio, coinvolgendo non solo gli operatori economici, ma anche istituzioni, università e realtà sociali chiamate a contribuire alla definizione di un nuovo modello di sviluppo.
In questo scenario, il Nuovo Manifesto dell’Impresa Etica e Generativa si propone come un laboratorio di idee e pratiche volto a ridefinire il rapporto tra economia, tecnologia e responsabilità, cercando di rispondere a una domanda sempre più centrale: quale deve essere il ruolo dell’impresa nella società del futuro?
La risposta, secondo i promotori, passa attraverso un equilibrio tra innovazione, lavoro e attenzione alla persona, in un modello che ambisce a unire crescita economica e responsabilità sociale.