Baldassarre ricorda Cossetto: “Nessuna ideologia può giustificare quella barbarie”
L’assessore regionale richiama la necessità di riconoscere le sofferenze delle vittime e condannare ogni violenza
Ricorre oggi l’83° anniversario della morte di Norma Cossetto, uccisa nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 in Istria, durante la prima fase delle violenze e degli infoibamenti che seguirono l’8 settembre. Aveva 23 anni.
Nata il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada, oggi Labinci, in Croazia, Cossetto era una studentessa dell’Università di Padova, laureanda in Lettere e Filosofia. Nel 1943 stava completando la tesi dedicata alla sua terra, l’Istria.
Arrestata nei primi giorni di ottobre, venne trasferita in diversi luoghi di detenzione e sottoposta a sevizie. Secondo le ricostruzioni emerse successivamente, subì violenze sessuali prima di essere uccisa e gettata nella foiba di Villa Surani.
Il corpo venne recuperato nel dicembre 1943 dai vigili del fuoco di Pola. La vicenda è diventata uno dei simboli delle violenze subite dalle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia durante e dopo la Seconda guerra mondiale.
Nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferì la Medaglia d’oro al merito civile. La cerimonia di consegna alla sorella Licia avvenne durante le celebrazioni del Giorno del Ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004, n. 92 e celebrato il 10 febbraio.
Nel ricordarne la figura, l’assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia e Servizio civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre, ha sottolineato l’importanza della memoria e del riconoscimento delle sofferenze delle vittime.
«Oggi ricordiamo Norma Cossetto, una giovane studentessa di 23 anni con sogni, affetti e un futuro da costruire, vittima di una violenza atroce. Onorare la sua memoria, oggi, contribuisce a quella pacificazione nazionale auspicata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella», ha dichiarato Baldassarre.
«Restituire dignità alla storia di Norma e delle vittime delle foibe, troppo a lungo segnate da silenzi e rimozioni, è un dovere delle istituzioni. Significa soprattutto trasmettere questa memoria alle nuove generazioni, attraverso la conoscenza e il confronto», ha aggiunto l’assessore.
Secondo Baldassarre, la memoria condivisa rappresenta uno degli strumenti della democrazia per riconoscere le sofferenze del passato e rafforzare il senso di comunità nazionale.