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Politica

Brasile, Lula e Bolsonaro al ballottaggio: sondaggi in stallo

Brasile al ballottaggio: Lula e Bolsonaro in un testa a testa incerto. Scopri gli ultimi sondaggi e le strategie dei candidati prima delle elezioni.

di Redazione ControPagina domenica 25 ottobre 2026 · ore 04:30

Il Brasile si prepara a tornare alle urne il prossimo 25 ottobre per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, in una sfida che vede contrapposti il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Secondo i sondaggi della vigilia, la corsa si presenta apertissima: i due candidati sarebbero infatti in situazione di sostanziale pareggio tecnico, con entrambi attestati al 50% delle intenzioni di voto considerando solo i voti validi. Un margine talmente ridotto da rendere impossibile indicare con certezza chi sia favorito per la vittoria.

La partita resta incerta anche introducendo nel calcolo schede bianche, nulle e indecisi: in questo scenario Bolsonaro risulterebbe al 47% e Lula al 46%, un dato che conferma comunque l’equilibrio tra i due schieramenti. Il primo turno, svoltosi lo scorso 4 ottobre, non era stato sufficiente a decretare un vincitore, rendendo necessario il ricorso al secondo turno.

La campagna elettorale si è concentrata negli ultimi giorni soprattutto nel Sudest del Paese, negli Stati di San Paolo, Rio de Janeiro e Minas Gerais, che da soli rappresentano oltre il 40% dell’elettorato brasiliano. Lula ha chiuso la sua campagna con una camminata sul lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro, per poi partecipare a un grande corteo lungo l’Avenida Paulista di San Paolo. Bolsonaro ha invece fatto tappa a Belo Horizonte, capitale di Minas Gerais, per l’iniziativa denominata “Bloco 22”, chiudendo poi la campagna a Rio de Janeiro, nel quartiere di Barra da Tijuca, presso l’abitazione dell’ex presidente Jair Bolsonaro.

L’ultimo confronto diretto tra i due candidati si è svolto il 24 ottobre. Durante il dibattito televisivo, Bolsonaro ha deriso Lula per la perdita di un dito, maturata negli anni in cui l’attuale presidente lavorava come operaio metalmeccanico. Lula ha replicato definendo l’affermazione una mancanza di rispetto per la classe operaia e ha accusato Bolsonaro di rappresentare interessi contrari ai lavoratori: "Non permetterò a un esponente delle milizie di chiamarmi ‘nove dita’".

In caso di vittoria di Flavio Bolsonaro, sono possibili cambiamenti costituzionali che potrebbero trasformare il Paese in un modello politico simile a quello statunitense. Questa prospettiva ha sollevato timori nella società civile brasiliana, riguardo a eventuali pulsioni autoritarie e alle interferenze statunitensi, che potrebbero avere ripercussioni su tutto il continente. Tali preoccupazioni sono state oggetto di discussione a Radio3Mondo, dove si è sottolineato quanto la “dottrina Monroe” sia ancora viva e attiva nell’area sudamericana.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina