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Politica

Csm, la corsa è partita: 64 candidati in campo, Ferri torna in gioco

Csm: la corsa è partita con 64 candidati in campo. Scopri i gruppi elettorali e le strategie in vista delle elezioni del 25-26 ottobre.

di Redazione ControPagina lunedì 5 ottobre 2026 · ore 09:31
Csm, la corsa è partita: 64 candidati in campo, Ferri torna in gioco
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Si avvicinano le elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), in programma il 25 e 26 ottobre, quando i magistrati saranno chiamati a eleggere i 20 componenti togati che entreranno a far parte del prossimo Consiglio per la consiliatura 2027-2031. La macchina elettorale è ormai completamente avviata: la Corte di Cassazione ha pubblicato l'elenco definitivo dei 64 candidati ammessi e dei collegamenti tra di essi, definendo così gli schieramenti che si sfideranno alle urne.

La composizione del Csm è disciplinata dalla Costituzione e dalla legge ordinaria. L'organo è composto da 33 membri. Tre sono membri di diritto: il Presidente della Repubblica, che lo presiede, il primo presidente della Corte di Cassazione e il procuratore generale presso la Cassazione. A loro si aggiungono 20 componenti togati, eletti direttamente dai magistrati, e 10 componenti laici, eletti dal Parlamento in seduta comune.

Il sistema elettorale per i togati è misto. Due magistrati di legittimità vengono eletti in un collegio unico nazionale, mentre gli altri 18 sono scelti attraverso due collegi territoriali per i pubblici ministeri (pm) e quattro collegi per i giudici di merito. I candidati possono dichiarare collegamenti tra di loro, formando così gruppi elettorali, ma la legge esclude espressamente le candidature per liste precostituite, insieme alla loro eventuale associazione ad una lista.



Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, Magistratura Indipendente presenta il gruppo più numeroso, con 12 candidati, seguita da Unità per la Costituzione (Unicost) e Area Democratica, entrambe con 9. Magistratura Democratica e Autogoverno diffuso si fermano a 8 candidati ciascuno, mentre il gruppo che fa capo a Cosimo Ferri ne conta 5. Chiude il quadro Altra Proposta, con 11 candidati, mentre restano 10 magistrati senza collegamento dichiarato.

Magistratura Indipendente schiera Salvatore Casciaro nel collegio di legittimità, Stefano Buccini e Gaetano Bono nei due collegi requirenti, mentre Ernesta Occhiuto, Giovanna Mullig, Maria Tiziana Balduini, Andrea Balba, Maria Ilaria Romano, Giancosimo Mura, Giulio Corsini, Ugo Scavuzzo e Song Damiani si distribuiscono nei quattro collegi giudicanti.

Unicost affida il collegio di legittimità a Elisabetta Ceniccola, mentre nei requirenti corrono Rosalia Affinito e Giuliano Caputo. Nei giudicanti scendono in campo Alessandra Salvadori, Valerio de Gioia, Francesco Cascini, Francesca Versace, Marco Bouchard e Simona Massa.

Area Democratica punta su Andrea D'Amato per la legittimità, con Cesare Sirignano e Giovanni Russo nei due collegi requirenti. Nei giudicanti i candidati sono Marco Bisogni, Francesco D'Ambrosio, Maria Teresa Bonifaci, Alessandro Piraino e Massimo Teresi.

Magistratura Democratica schiera Domenico Airoma per la legittimità, Francesco De Tommasi e Francesco Dall'Olio nei requirenti, mentre nei giudicanti corrono Antonello Ardituro, Fabio Roia, Marco Imperato, Simone Luerti e Ezia Maccora.

Autogoverno diffuso presenta Marco Rocco nel collegio di legittimità, con Rosario Spina e Pasquale Fimiani nei requirenti. Nei giudicanti i candidati sono Pietro Maria Varallo, Francesco Valentini, Fabio Lamberti, Alessandro Brignone e Luca Ramacci.

Il termine per dichiarare i collegamenti tra candidati è scaduto il 25 settembre, lasciando ormai poco spazio a ulteriori movimenti strategici.

Tra le novità più discusse della competizione c'è il ritorno di Cosimo Ferri, che secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano si sarebbe candidato insieme ad altri quattro giudici di merito, Elisabetta Scolozzi, Annarita Donofrio, Giacomo Gasparini e Paolo Depalma, formando una lista che ha già fatto discutere. Ferri è stato descritto dalla testata come l'uomo forte di Magistratura Indipendente, con alle spalle una carriera caratterizzata da rapporti controversi con la politica e da un ruolo rilevante nelle vicende che hanno portato al cosiddetto caso Palamara.

Il gruppo Ferri non presenta candidati per i collegi dei pubblici ministeri né per il collegio nazionale di legittimità, lasciando intendere una strategia concentrata esclusivamente sui giudicanti.

«Mi rimetto in gioco», ha dichiarato Ferri, annunciando la sua candidatura e spiegando di voler portare la sua esperienza personale e professionale all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina