De Luca con il centrodestra: “Saremo determinanti per la vittoria”
De Luca con il centrodestra punta a essere determinante per la vittoria, cercando di intercettare il voto degli amministratori locali in Sicilia.
Cateno De Luca, leader di Sud Chiama Nord, ha siglato il 2 novembre 2026 un'intesa con Giorgia Meloni e la coalizione di centrodestra, con l'obiettivo di intercettare il voto degli amministratori locali e rafforzare il fronte maggioritario. “Il 3% è alla nostra portata, saremo determinanti per la vittoria del centrodestra”, ha affermato De Luca, ribadendo che non punta a un ministero ma alla presidenza della Sicilia. Come riportato da ANSA, il leader di Sud Chiama Nord ha sottolineato di non voler rinunciare al civismo radicato nei territori, criticando il “campo largo” del centrosinistra, definito un “campo santo” e rifiutando compromessi.
Secondo La Repubblica, De Luca ha evidenziato come l'accordo con il centrodestra sia stato caratterizzato da un confronto “schietto e trasparente” su punti concreti, senza compromessi al ribasso. L'intesa è considerata un patto strutturale, ma Sud Chiama Nord avrà “le mani libere in Sicilia”, dove De Luca e il suo movimento rimangono all'opposizione del governo Schifani, definito un'esperienza politica fallimentare.
“Non scelgo mai la strada del minimo sforzo e massimo risultato, e che ci volete fare sono un’Ulisse da questo punto di vista sì!”, ha dichiarato De Luca durante una kermesse a Roma, come riportato dall'ANSA. L'evento ha visto la partecipazione di ministri del governo Meloni e si è concluso con un videomessaggio della premier.
Sud Chiama Nord, che ha ottenuto il 25% alle ultime elezioni regionali in Sicilia, parte dall'1,5% e punta a superare il 3%, secondo De Luca. Nelle ultime elezioni la formazione ha eletto un deputato e una senatrice, e ha formato una componente parlamentare nel Gruppo Misto grazie a un “prestito di un deputato” da Fratelli d'Italia.
De Luca ha anche criticato il progetto “civico” di Alessandro Onorato nel centrosinistra, definendolo “civismo in provetta”, e ha espresso opinioni negative su Generale Vannacci e il suo partito, definendoli in termini forti durante la convention, che ha visto la partecipazione anche di ex leghisti e altri esponenti politici.