Estonia: "Servizi russi dietro l'incendio alla Milrem Robotics". Mosca: "Accuse isteriche"
Estonia accusa i servizi russi di aver causato l'incendio alla Milrem Robotics. Scopri i dettagli di questo atto di sabotaggio e le reazioni di Mosca.
Il governo estone accusa i servizi di sicurezza russi di aver commissionato l'incendio doloso che il 15 agosto 2026 ha colpito la Milrem Robotics, uno dei principali produttori di sistemi terrestri senza pilota con sede a Tallinn. Secondo le autorità estoni, si sarebbe trattato di un atto di sabotaggio mirato e non di un episodio isolato.
La notizia è stata riportata da AGI, che ha raccolto la posizione del governo estone dopo le indagini condotte dal servizio di sicurezza interna (Kapo). Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna ha dichiarato che l'episodio rientrerebbe in una più ampia campagna di sabotaggi russi in Europa, finalizzata a mettere sotto pressione i Paesi che sostengono l'Ucraina.
"Sulla base delle informazioni raccolte dal Servizio di sicurezza interna estone possiamo concludere con certezza che l'incendio doloso ai locali della Milrem Robotics, società specializzata nello sviluppo e nella produzione di sistemi terrestri senza pilota e con sede in Betooni Street, a Tallinn, è stato un atto di sabotaggio ordinato dai servizi speciali della Federazione Russa", ha affermato Tsahkna in una nota pubblicata sui social.
Anche il primo ministro Kristen Michal ha sostenuto la stessa linea, affermando che i servizi segreti russi starebbero colpendo obiettivi militari e civili in Europa per cercare di influenzare il sostegno all'Ucraina. Il direttore generale del Kapo, Margo Palloson, ha sottolineato come l'episodio dimostri la necessità di rafforzare la sicurezza delle infrastrutture in Estonia.
Secondo il quotidiano estone Postimees, tre cittadini lettoni sarebbero stati arrestati e successivamente estradati in Estonia per sospetto coinvolgimento nell'incendio. Anche il Valsts drošības dienests (VDD), il servizio di sicurezza lettone, ha aperto un procedimento penale in relazione al caso. Durante le perquisizioni nei confronti dei tre sospettati, riferisce Estonian World, sarebbero stati sequestrati supporti digitali e oggetti che potrebbero essere stati utilizzati per appiccare l'incendio.
La reazione di Mosca è stata netta. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto categoricamente le accuse, definendole "infondate" e "scollegate dalla realtà". "Si tratta di affermazioni infondate, avventate, che non hanno alcun fondamento, che non sono collegate alla realtà e che sono piene di isteria", ha dichiarato Peskov secondo quanto riportato da AGI. "Non possiamo e non prenderemo sul serio tali dichiarazioni".