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Fava: «La Pubblica amministrazione deve anticipare i bisogni», parte Dedicata a Te

Al Masaf presentato il modello proattivo per la carta voluta da Lollobrigida: meno adempimenti per le persone e maggiore integrazione tra le amministrazioni

di Gabriele Bassetti lunedì 21 settembre 2026 · ore 19:00
Fava: «La Pubblica amministrazione deve anticipare i bisogni», parte Dedicata a Te

Una misura che arriva a chi ne ha diritto senza che il cittadino debba presentare domanda. È questa la logica alla base della Carta “Dedicata a Te”, la misura di sostegno destinata ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro nel biennio 2026-2027, presentata presso la Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

All’incontro erano presenti il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e il Presidente dell’INPS Gabriele Fava, che hanno illustrato il funzionamento della misura e il ruolo dell’Istituto nel processo di individuazione dei beneficiari.

Il principio è semplice: non richiedere al cittadino informazioni che la Pubblica Amministrazione possiede già. L’INPS utilizza i dati di cui dispone per individuare i potenziali beneficiari, senza che sia necessaria alcuna domanda. I nuclei vengono quindi selezionati in base ai criteri stabiliti dalla norma e segnalati ai Comuni per le verifiche di competenza.

«All’INPS tocca la parte che sa fare meglio, cioè leggere i dati», ha spiegato il Presidente Fava, sottolineando come l’Istituto sia ormai in grado di incrociare informazioni e situazioni che in passato dovevano essere dichiarate o documentate dal cittadino. Il risultato è un modello più semplice, nel quale l’amministrazione anticipa il lavoro di individuazione delle platee e riduce gli adempimenti a carico delle famiglie.

La misura si rivolge ai nuclei con ISEE fino a 15.000 euro, con una priorità precisa: al primo posto sono collocate le famiglie con almeno tre componenti e almeno un minore nato entro il 31 dicembre 2012. Seguono i nuclei con almeno tre componenti e almeno un minore nato entro il 31 dicembre 2008, mentre gli altri nuclei di almeno tre persone vengono graduati in una fase successiva. In questo modo il contributo viene orientato prima verso le famiglie più numerose e con figli.

Per chi riceve il beneficio, il cambiamento è concreto. Non c’è un bando da inseguire, nessuna domanda da compilare, nessuna pratica da verificare autonomamente. I nuovi beneficiari vengono informati dal Comune di residenza, mentre chi ha già la Carta riceve la ricarica senza dover presentare una nuova istanza.

«Per una famiglia che fatica, ricevere oggi una comunicazione invece di doverla sollecitare cambia radicalmente il rapporto con le istituzioni», ha aggiunto Fava. Un approccio che, secondo il Presidente, contribuisce anche a ridurre la distanza tra cittadino e amministrazione, migliorando la fiducia nei confronti dello Stato.

Il Direttore generale dell’INPS Valeria Vittimberga ha sottolineato come questa impostazione non rappresenti un caso isolato. La stessa logica viene applicata in numerose politiche pubbliche, dal bonus elettricità al bonus elettrodomestici, fino all’Assegno di inclusione e al Supporto per la formazione e il lavoro, dove l’Istituto segnala direttamente ai cittadini le opportunità disponibili.

«È proprio questa proattività – un elenco costruito a monte, un beneficio che arriva senza bisogno di presentare domande – a rappresentare il modo in cui l’Istituto interpreta oggi il proprio ruolo», ha dichiarato Vittimberga, evidenziando come questo modello contribuisca a ridurre le disuguaglianze territoriali e a rafforzare il legame tra amministrazione e cittadini.

In questo quadro, l’INPS assume sempre più il ruolo di snodo tra dati, amministrazioni locali e soggetti erogatori, mettendo a disposizione delle politiche pubbliche la propria capacità informativa. Non si limita quindi a erogare prestazioni, ma diventa parte del processo che individua le platee, riduce gli adempimenti e accelera l’accesso ai benefici.

Una trasformazione che, secondo Vittimberga, «testimonia il ruolo nuovo che l’Istituto sta maturando nell’ecosistema della Pubblica Amministrazione e della società italiana», contribuendo a rendere le politiche più tempestive ed efficaci.

Per il Presidente Fava, il punto resta uno: «portare la protezione pubblica là dove serve», senza aspettare che sia il cittadino a chiedere aiuto. Un principio che, attraverso la Carta “Dedicata a Te” e gli altri strumenti costruiti dall’Istituto, prova a tradurre i dati in servizi, le informazioni in interventi concreti e la tecnologia in un’amministrazione più vicina alle persone.

Un modello che, in definitiva, punta a cambiare il modo in cui lo Stato arriva nelle case: non più con moduli e richieste, ma con risposte già pronte.

La misura copre il biennio 2026-2027 e si rivolge ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro.

L’INPS individua i potenziali beneficiari utilizzando dati già disponibili. Non è richiesta alcuna domanda da parte dei cittadini.

I nuclei vengono selezionati in base ai criteri stabiliti dalla norma e segnalati ai Comuni per le verifiche di competenza.

Al primo posto sono collocate le famiglie con almeno tre componenti e almeno un minore nato entro il 31 dicembre 2012.

Seguono i nuclei con almeno tre componenti e almeno un minore nato entro il 31 dicembre 2008.

Gli altri nuclei di almeno tre persone vengono graduati in una fase successiva.

I nuovi beneficiari vengono informati dal Comune di residenza.

Per chi ha già la Carta, la ricarica avviene senza dover presentare una nuova istanza.

Il modello punta a ridurre gli adempimenti a carico delle famiglie, anticipando il lavoro di individuazione delle platee.

L’INPS assume un ruolo di snodo tra dati, amministrazioni locali e soggetti erogatori.

Il funzionamento concreto della misura si basa su un meccanismo che coinvolge più soggetti della Pubblica Amministrazione, ciascuno con un ruolo specifico.

L’INPS parte dai dati che già possiede, in particolare dalle informazioni contenute nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche, la base sulla quale viene calcolato l’ISEE. Da qui ricostruisce le situazioni familiari, individua le platee potenziali e applica i criteri di priorità previsti dalla norma. Il risultato è un elenco costruito in anticipo, che viene poi trasmesso ai Comuni.

I Comuni ricevono l’elenco e verificano la residenza dei nuclei sul proprio territorio. Sono loro, quindi, a completare l’ultimo tratto del percorso amministrativo e a informare i cittadini del beneficio. Questa procedura è particolarmente importante: evita che la famiglia debba dimostrare ciò che lo Stato conosce già e riduce il rischio che chi ha diritto al contributo lo perda per un adempimento mancato.

Una volta completate le verifiche, il canale operativo passa a Poste Italiane. Per i nuovi beneficiari viene resa disponibile la Carta, mentre per chi è già titolare dello strumento viene caricata la nuova disponibilità. Anche in questo caso, il cittadino non deve fare domanda: riceve direttamente il beneficio.

Il principio, più volte richiamato, è quello della proattività. Non è il cittadino a dover raggiungere l’amministrazione, ma l’amministrazione a raggiungere il cittadino. Un cambio di impostazione che, secondo quanto emerso nella presentazione, sta progressivamente diventando il modello di riferimento per numerose misure di welfare e di sostegno pubblico.

GB
Firma Gabriele Bassetti