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Garavaglia sfida Salvini: "La Lega non è estrema destra"

Garavaglia sfida Salvini e annuncia la sua candidatura alla segreteria della Lega, sottolineando che il partito non è estrema destra. Scopri di più!

di Redazione ControPagina giovedì 15 ottobre 2026 · ore 16:02
Garavaglia sfida Salvini: "La Lega non è estrema destra"
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Massimo Garavaglia, attuale senatore e presidente della Commissione Finanze del Senato, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria federale della Lega al congresso straordinario del 24 e 25 ottobre 2026, sfidando l'attuale segretario Matteo Salvini. Lo riporta Il Fatto Quotidiano.

Garavaglia, storico militante del Carroccio, è in Parlamento dal 2006. Ha ricoperto diversi incarichi di governo, tra cui sottosegretario all'Economia nel governo gialloverde e ministro del Turismo nel governo Draghi. È considerato vicino all'ex ministro Giancarlo Giorgetti.

La sua candidatura arriva in un momento di tensione interna alla Lega, con diversi dirigenti e governatori che hanno espresso malumori. Secondo Il Fatto Quotidiano, Garavaglia ha dichiarato di aver parlato della sua candidatura con il governatore della Lombardia Attilio Fontana e ha sottolineato la necessità di 80 firme da quattro Regioni diverse per presentarsi.

Garavaglia ha affermato di candidarsi per ribadire che la Lega "non è un partito di estrema destra", definendosi federalista e sostenendo che il partito rappresenta i territori. Ha inoltre chiesto che il voto al congresso sia a scrutinio segreto.

La sua candidatura si inserisce in un quadro più ampio di dissenso interno. Secondo La Repubblica, diversi esponenti del partito, tra cui Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, stanno preparando un documento politico autonomo. Garavaglia ha anche citato i governatori Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e Luca Zaia come possibili sostenitori della sua candidatura.

La tensione tra Salvini e Giorgetti è cresciuta negli ultimi mesi. La Repubblica scrive che Salvini avrebbe visto nell'ex ministro un burattinaio di una congiura interna, portando alla sua progressiva estromissione dalla macchina congressuale.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina