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Politica

Italia Domani, Rizzo contro la scarcerazione di Siher: il confronto con il caso Roggero

Il leader del partito interviene sulla sicurezza e sul diritto alla difesa con un duro messaggio video.

di Fabrizio Gerolla giovedì 29 ottobre 2026 · ore 17:52
Italia Domani, Rizzo contro la scarcerazione di Siher: il confronto con il caso Roggero

“Ma in che Paese viviamo?” È la domanda con cui Marco Rizzo apre un video che in poche ore ha conquistato i social italiani. Il leader di Italia Domani, volto storico della sinistra comunista, mette a confronto due vicende giudiziarie che, accostate, producono un effetto esplosivo: la scarcerazione di Youssef Siher, il giovane indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e per violenza nelle manifestazioni, e la detenzione di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che reagì a una rapina sparando contro i banditi.

Secondo Rizzo, Siher “parrebbe avesse incitato a rompere le vetrine dei negozi” e a spingere i “maranza” verso i saccheggi. Su di lui pende un’indagine della procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulle devastazioni e sui saccheggi avvenuti nel capoluogo lombardo. Nonostante questo, la giudice Tiziana Landoni ha rimesso il giovane in libertà, non convalidando il fermo e respingendo la richiesta di custodia cautelare: per il giudice erano assenti i gravi indizi necessari.

Dall’altra parte c’è Mario Roggero, che oggi si trova in carcere per scontare una condanna definitiva a 14 anni e nove mesi per duplice omicidio, tentato omicidio e porto abusivo d’armi. Secondo i giudici, il gioielliere avrebbe inseguito e colpito i rapinatori quando ormai l’aggressione si era già conclusa, escludendo quindi la legittima difesa. Una ricostruzione che ha diviso profondamente l’opinione pubblica e che, per Rizzo, produce un esito difficile da comprendere.

“Aveva solo difeso la sua famiglia, il suo lavoro, il suo negozio”, sostiene Rizzo, definendo quella pena, per un uomo ultrasettantenne, un sostanziale “ergastolo”: una condanna vicina ai quindici anni che, all’età di Roggero, rischia di coincidere con il resto della vita.

Rizzo va oltre la cronaca giudiziaria e trasforma il confronto in una denuncia politica: da una parte chi, a suo dire, alimenta il disordine; dall’altra chi reagisce per proteggere ciò che ha costruito. E, secondo il politico torinese, il sistema premia il primo e punisce il secondo.

La conclusione è tanto dura quanto destinata a restare impressa: “Ma che cazzo di Paese è questo?”.

Marco Rizzo, torinese, figlio di un operaio della Fiat, è stato dirigente della Federazione Giovanile Comunista Italiana e del Partito Comunista Italiano, ricoprendo anche incarichi alla Camera e al Parlamento europeo. Oggi guida il progetto Italia Domani, nato con l’obiettivo di superare la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra.

FG
Firma Fabrizio Gerolla