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Politica

Legge elettorale, la Camera vota: Meloni si gioca tutto, se cade si va al voto

La legge elettorale è al voto finale alla Camera: Meloni rischia tutto. Scopri le conseguenze di un possibile fallimento e il futuro politico.

di Redazione ControPagina giovedì 8 ottobre 2026 · ore 09:32
Legge elettorale, la Camera vota: Meloni si gioca tutto, se cade si va al voto
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

La legge elettorale è ormai alla volata finale. L’iter parlamentare si concluderà giovedì 8 ottobre 2026, con il voto definitivo della Camera dei deputati. Giorgia Meloni ha dichiarato che, qualora il disegno di legge non dovesse essere approvato, considererebbe conclusa la sua esperienza di governo. In altre parole, in caso di bocciatura delle nuove regole elettorali, si aprirebbe la strada verso le elezioni anticipate.

La modifica della legge elettorale è stata al centro del dibattito politico fin dall’estate del 2025. Il progetto ha assunto una priorità nell’agenda del governo per due motivi principali: da un lato, Meloni cercava un’alternativa alla riforma costituzionale per l’elezione diretta del presidente del Consiglio, accantonata in precedenza; dall’altro, l’attuale legge elettorale, il Rosatellum, renderebbe improbabile una riconferma della premier alle urne nel 2027, dato che i sondaggi assegnano alla coalizione di centrosinistra un vantaggio significativo nei collegi uninominali.

Il percorso legislativo è stato tutt’altro che lineare. Galeazzo Bignami e Giovanni Donzelli sono stati tra i principali sostenitori della legge fin dalla sua ideazione. Per otto mesi, tuttavia, le discussioni sono rimaste inconcludenti, con Fratelli d’Italia che ha premuto sugli alleati, Lega e Forza Italia, senza successo. A febbraio 2026, dopo lunghe trattative, la maggioranza ha depositato un testo alla Camera, ma questo è stato rimaneggiato più volte per soddisfare le richieste dei partiti e correggere potenziali problematiche legali.

A metà luglio 2026, la maggioranza si è presentata divisa alla discussione finale, con Meloni che ha imposto la fiducia sul provvedimento. Le opposizioni hanno chiesto che il voto fosse effettuato con il sistema delle palline, per garantire la segretezza del voto, ma il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha chiarito che si voterà con procedimento elettronico, in linea con il regolamento, salvo diversa decisione dell’ufficio di presidenza.

Alla vigilia del voto, Meloni ha mostrato fiducia: "Tranquilla? Lo sono sempre". Il clima nella maggioranza è di scaramantico ottimismo, nonostante le possibili assenze tra i deputati di Forza Italia e della Lega. La Camera ha già approvato la terza fiducia sui primi tre articoli della legge, con numeri significativi: 228 voti favorevoli su 232 deputati del centrodestra. Le opposizioni hanno continuato a protestare e a richiedere modifiche, come la raccolta digitale delle firme, ma senza successo. Ora resta solo il voto finale, che deciderà non solo il destino della legge elettorale, ma anche quello del governo e della possibilità di elezioni anticipate.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina