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Legge elettorale, opposizioni e costituzionalisti all’attacco dello Stabilicum

La legge elettorale Stabilicum è sotto attacco da opposizioni e costituzionalisti per la sua potenziale incostituzionalità. Scopri di più!

di Redazione ControPagina giovedì 1 ottobre 2026 · ore 16:02
Legge elettorale, opposizioni e costituzionalisti all’attacco dello Stabilicum
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

La nuova legge elettorale è al centro di un acceso dibattito politico, con esperti e parlamentari di opposizione che ne criticano la potenziale incostituzionalità. La riforma, attualmente in terza lettura alla Camera, potrebbe essere portata all'attenzione della Corte Costituzionale solo dopo la sua approvazione definitiva e non direttamente da un cittadino. Nonostante il governo sia determinato a farla approvare, comitati civici e attivisti stanno raccogliendo i documenti necessari per presentare un ricorso a un tribunale, che potrebbe successivamente rivolgersi alla Corte. In questo modo, potrebbe arrivare una pronuncia prima delle elezioni del 2027.

Un punto particolarmente controverso è l'obbligo di raccolta firme per i partiti non ancora rappresentati in Parlamento. La nuova normativa stabilisce che siano necessarie 6.000 firme in ciascun collegio plurinominale, un limite che supera di molto le 1.500 firme richieste in precedenza e che in regioni come Molise e Basilicata richiederebbe la partecipazione di oltre l'1% degli elettori. A livello nazionale, il totale delle firme necessarie è di 294.000.

Durante la discussione alla Camera, la senatrice M5S Alessandra Maiorino ha denunciato come il governo stia correndo per approvare la legge, violando i dettami della Commissione di Venezia che suggerisce di non modificare le regole elettorali a ridosso delle elezioni. Maiorino ha anche accusato la maggioranza di voler introdurre un "premierato mascherato" e di violare le prerogative del presidente della Repubblica. Ha criticato il premio di maggioranza, che darebbe alla coalizione vincente un'ampia superiorità parlamentare, e ha sottolineato come la legge limiti la selezione dei candidati ai partiti, riducendo le possibilità di partecipazione popolare.

Stefano Patuanelli, anch'esso del M5S, ha ribadito le critiche, sottolineando come la legge rappresenti una distorsione della volontà popolare, con un premio di maggioranza che attribuirebbe un numero sproporzionato di seggi alla coalizione vincente. Ha inoltre evidenziato come il sistema proposto non preveda preferenze, conferendo ai partiti pieni poteri nella selezione dei candidati.

La riforma elettorale, nota come Stabilicum, è stata al centro delle discussioni sin dal suo annuncio da parte della premier Giorgia Meloni il 22 settembre 2026 a Roma. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire una maggioranza parlamentare ampia e stabile, introducendo un premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori per la coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti. Durante l'iter parlamentare, sono state apportate alcune modifiche, tra cui la rimozione di una norma che escludeva dal conteggio per il premio di maggioranza le liste sotto il 3%.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina