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Piccolotti attacca Welcome to Favelas, Zossolo replica: «Ho pagato i miei conti con la legge»

La deputata di AVS contesta gli applausi a Phoenix per Massimiliano Zossolo, che risponde chiamando in causa Ilaria Salis.

di Gabriele Bassetti martedì 20 ottobre 2026 · ore 17:28
Piccolotti attacca Welcome to Favelas, Zossolo replica: «Ho pagato i miei conti con la legge»

Alla Camera dei Deputati, durante un intervento della deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Piccolotti, scoppia una polemica che dal piano politico si sposta rapidamente su quello personale. Al centro dello scontro, le violenze di piazza e il presunto doppio standard con cui, secondo la deputata, alcuni episodi di devastazione vengono condannati o tollerati a seconda della parte politica coinvolta.

Piccolotti, nel suo intervento, richiama la necessità di condannare con fermezza le violenze di piazza. Poi, rivolta ai deputati di Fratelli d'Italia, introduce un riferimento che scatena immediatamente la reazione di Massimiliano Zossolo, fondatore della pagina Welcome to Favelas.

"Ad alcuni che fanno devastazione e saccheggio voi fate gli applausi nelle vostre iniziative di partito. Complimenti", afferma Piccolotti, senza inizialmente fare nomi. Zossolo interviene direttamente, interrompendo l'intervento: "Lo dica, lo dica. Io il mio conto con la legge l'ho pagato".

Il riferimento è alle vicende giudiziarie che hanno riguardato Zossolo e Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra. Zossolo, coinvolto negli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma, è stato condannato a quattro anni e otto mesi per reati di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, devastazione e saccheggio. Salis è stata invece destinataria di un procedimento giudiziario in Ungheria per reati connessi a manifestazioni ambientaliste. Dopo la sua elezione al Parlamento europeo, il procedimento è stato sospeso in attesa della decisione sull'eventuale revoca dell'immunità parlamentare.

Zossolo, parlando a margine dell'episodio, ha rivendicato di aver scontato la propria pena: "Io ho pagato il mio conto con la giustizia, sono stato in carcere, ho fatto il mio percorso". Ha poi ricordato la sua partecipazione a un'iniziativa di Phoenix, movimento giovanile legato a Fratelli d'Italia, alla quale era presente anche Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.

La vicenda pone inevitabilmente una questione politica: il richiamo di Piccolotti è stato inteso come un'accusa di incoerenza a Fratelli d'Italia, accusata di ospitare iniziative nelle quali sarebbe stato applaudito chi si è reso responsabile di episodi di devastazione. La replica di Zossolo e il riferimento alla vicenda giudiziaria di Salis spostano però il dibattito su un terreno diverso: quello della coerenza interna ad Alleanza Verdi e Sinistra nel giudicare il rapporto tra militanza politica e vicende giudiziarie.

Le due storie hanno caratteristiche giuridiche differenti e non possono essere sovrapposte sul piano strettamente processuale. Il punto politico sollevato da Zossolo è però un altro: se il criterio è l'esistenza di una vicenda giudiziaria, è inevitabile che quel criterio venga applicato anche all'interno della propria area politica. In caso contrario, il rischio è che la condanna morale delle violenze finisca per essere selettiva.

Resta infine una questione più ampia: quella del rapporto tra pena e partecipazione al dibattito pubblico. L'articolo 27 della Costituzione italiana stabilisce che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Se si accetta questo principio, allora il fatto di aver scontato una pena non può trasformarsi automaticamente in una condanna permanente all'invisibilità pubblica. Chi ha pagato il proprio debito con la giustizia conserva il diritto di intervenire nel dibattito politico.

Lo scontro in Aula tra Piccolotti e Zossolo, al di là delle appartenenze politiche, pone dunque un interrogativo che riguarda tutti: se la condanna delle violenze debba valere sempre oppure a seconda della maglietta indossata dal protagonista. E soprattutto perché una vicenda giudiziaria dovrebbe impedire a chi ha espiato la propria pena di partecipare al dibattito pubblico.

GB
Firma Gabriele Bassetti