Dalla Resistenza all’11 settembre, il lascito di Fallaci approda nelle istituzioni europee
Ceccardi, Sardone e Cisint chiedono un omaggio permanente alla reporter fiorentina, tra giornalismo, identità e libertà
Il 15 settembre 2026 segna il ventesimo anniversario dalla scomparsa di Oriana Fallaci, celebre giornalista e scrittrice italiana. In questa ricorrenza, tre europarlamentari della Lega - Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Anna Maria Cisint - hanno avanzato la proposta di intitolare un'aula del Parlamento europeo alla memoria della Fallaci. L'iniziativa è vista dalle proponenti come un omaggio alla sua figura e alla sua libertà intellettuale, espressa con particolare forza nelle opere successive agli attentati dell'11 settembre 2001, tra cui "La rabbia e l'orgoglio" e "La forza della ragione".
Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo dei Patrioti per l'Europa, ha dichiarato che il riconoscimento dovrebbe essere un tributo al coraggio della Fallaci nel difendere le sue convinzioni, anche quando queste erano fonte di controversie. Silvia Sardone ha sottolineato che le posizioni della scrittrice, oggi, potrebbero essere etichettate come islamofobe, collegandole alle battaglie della Lega su tematiche come il controllo delle moschee abusive e la trasparenza dei finanziamenti ai luoghi di culto. Anna Maria Cisint ha aggiunto che la Fallaci fu spesso isolata per aver sollevato questioni che, a suo parere, sono divenute sempre più rilevanti.
Le tre eurodeputate chiedono inoltre di bandire i Fratelli Musulmani a livello europeo e propongono, per l'Italia, la creazione di un registro degli enti religiosi insieme a obblighi più stringenti sulla tracciabilità dei finanziamenti. La proposta giunge in una data simbolica, ricordando una carriera che ha visto la Fallaci coprire eventi di guerra e intervistare figure come Ruhollah Khomeini e Muammar Gheddafi. La sua partecipazione alla Resistenza italiana in giovane età aggiunge ulteriore significato a questa iniziativa.
L'intitolazione di un'aula a Oriana Fallaci rappresenterebbe una nuova occasione di discussione su temi come l'identità europea e il radicalismo religioso, rinnovando il dibattito politico su queste questioni all'interno del Parlamento europeo.