Salvini si dimette da segretario della Lega e convoca il congresso straordinario
Salvini si dimette da segretario della Lega e convoca un congresso straordinario per rilanciare la sua leadership. Scopri le novità e le strategie future.
Matteo Salvini si è dimesso da segretario federale della Lega. Lo ha fatto nel corso del consiglio federale riunito nella sede di via Bellerio, a Milano, dando seguito alla decisione già annunciata nei giorni scorsi di convocare un congresso straordinario per rilanciare la sua leadership al vertice del partito.
Le dimissioni sono state presentate ufficialmente nella mattina del 12 ottobre 2026 e hanno riguardato anche i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani. Contestualmente il consiglio federale ha nominato Alberto Di Rubba, tesoriere della Lega, vicesegretario vicario, affidandogli la guida del partito fino alla celebrazione del congresso.
La convocazione dell'assise è stata programmata per il 24 e 25 ottobre a Milano, presso il Marriott Hotel, dove circa 700 delegati saranno chiamati a eleggere il nuovo segretario. La presidenza del congresso è stata affidata al presidente della Camera Lorenzo Fontana, con Silvia Sardone indicata come vice.
Salvini ha spiegato che la scelta delle dimissioni nasce dalla volontà di presentarsi davanti al congresso con una legittimazione piena e non come segretario uscente. L'obiettivo è consentirgli di ricandidarsi e ottenere un nuovo mandato direttamente dagli iscritti, rafforzando così la sua posizione alla guida del movimento dopo una fase segnata da tensioni interne e risultati elettorali deludenti.
Il congresso dovrà inoltre approvare alcune modifiche statutarie proposte dal segretario. Tra queste figura la cancellazione dal simbolo della dicitura "per Salvini premier", inserita nel 2017 quando l'allora leader della Lega avviò la corsa alla guida del centrodestra. La modifica rappresenterebbe la presa d'atto che oggi la leadership della coalizione è saldamente nelle mani di Giorgia Meloni e di Fratelli d'Italia.
Nel nuovo corso Salvini punta a introdurre una segreteria politica composta da una decina di esponenti del partito, segnando una maggiore collegialità nella gestione della Lega. Tra i nomi che potrebbero assumere un ruolo centrale figurano i governatori del Veneto Luca Zaia e del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, insieme a Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani.
Proprio Zaia, secondo quanto emerge da fonti interne al partito, avrebbe ottenuto da Salvini la prospettiva di un incarico di peso nel futuro esecutivo nazionale, in caso di una nuova esperienza di governo del centrodestra. Il governatore veneto, considerato una delle figure più autorevoli all'interno della Lega, affiancherebbe così la leadership di Salvini nella gestione politica del movimento.
La linea è stata approvata all'unanimità dal consiglio federale, che ha anche definito le modalità di voto congressuale. Il regolamento prevede che i delegati esprimano il proprio orientamento palesemente per alzata di mano, escludendo il ricorso al voto segreto.
La decisione di Salvini arriva al termine di una fase particolarmente delicata per la Lega, segnata da un forte arretramento nei consensi rispetto ai livelli raggiunti negli anni in cui il partito aveva assunto la guida del governo. Nei sondaggi di ottobre, la Lega era stimata intorno al 4-5%, una quota molto distante dai risultati ottenuti durante la fase di maggiore espansione elettorale del movimento.
Il congresso straordinario del 24 e 25 ottobre rappresenterà dunque un passaggio cruciale per il futuro della Lega e per la stessa leadership di Salvini. Il segretario punta a ottenere un nuovo mandato congressuale per rilanciare il partito in vista delle prossime scadenze elettorali, a partire dalle elezioni politiche del 2027. Sarà il secondo congresso straordinario della Lega dopo quello del dicembre 2013, quando Salvini vinse in un momento di crisi del partito, iniziando un percorso che lo avrebbe portato a trasformare la Lega in una delle principali forze del centrodestra italiano.