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Economia

Tfs, cambia tutto per i dipendenti pubblici: ecco cosa prevede la riforma

La riforma del Tfs per i dipendenti pubblici prevede pagamenti più rapidi e in un'unica soluzione entro il 2035. Scopri tutte le novità!

di Redazione ControPagina martedì 3 novembre 2026 · ore 06:01

Buone notizie per i dipendenti pubblici: il trattamento di fine servizio (Tfs), comunemente noto come liquidazione, arriverà prima rispetto al passato. È quanto previsto dalla riforma del governo, che introduce un percorso graduale per eliminare l'attesa per il Tfs entro il 2035. La misura riguarda soltanto chi matura i requisiti per la pensione di vecchiaia; sono esclusi i pensionati anticipati. La riforma è stata approvata in risposta alla sentenza della Corte costituzionale che aveva censurato i tempi di erogazione del Tfs.

Dal 2027, il differimento sarà ridotto a nove mesi per chi matura i requisiti e a sei mesi nel 2028. Nel 2029, il pagamento della prima quota sarà effettuato dopo tre mesi, mentre nel 2030 non sarà più previsto alcun differimento. Dal 2035, il Tfs sarà pagato in un'unica soluzione, senza rate.

Attualmente, il Tfs è pagato in più rate: fino a 50mila euro in un'unica quota, fino a 100mila euro in due rate e oltre 100mila euro in tre rate annuali. Dal 2031, il tetto della prima rata sarà progressivamente aumentato fino a raggiungere i 100mila euro nel 2034, consentendo il pagamento in un'unica soluzione per la maggior parte dei casi.

La riforma è stata introdotta dalla legge di bilancio 2027, in linea con la sentenza n. 130 del 2023 e l'ordinanza n. 25 del 2026 della Corte costituzionale, che avevano censurato i tempi di erogazione del Tfs, richiedendo un intervento legislativo per eliminare la disparità di trattamento tra pubblico e privato. I dipendenti privati ricevono infatti il TFR subito dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

La relazione tecnica stima un maggior esborso di 4,18 miliardi lordi tra il 2027 e il 2036, pari a 3,47 miliardi netti. I costi annuali sono stimati in 337 milioni lordi nel 2028, 701 milioni nel 2029 e 1,14 miliardi nel 2030, con un progressivo assorbimento negli anni successivi.

Secondo la relazione tecnica, "a favore dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento di vecchiaia dal 2027, la legge di bilancio 2027 introduce un percorso graduale che porta, entro il 2035, all’eliminazione dell’attesa per il Tfs e alla sua erogazione in un’unica soluzione. Vengono progressivamente rimossi dapprima il posticipo della liquidazione della prima quota del Trattamento di fine servizio e successivamente la liquidazione del trattamento in diverse quote annuali".

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina