Trastevere, Ugl rilancia il ruolo delle guardie giurate nella sicurezza dei quartieri
Trastevere chiede sicurezza: l'Ugl sollecita il Comune a sostenere i servizi di vigilanza privata per contrastare degrado e insicurezza.
Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico a Roma. Dopo la notizia secondo cui alcuni residenti e comitati del rione Trastevere starebbero valutando di ricorrere a servizi di vigilanza privata per contrastare situazioni di degrado e insicurezza, l'Ugl interviene chiedendo un intervento diretto del Campidoglio a sostegno dei cittadini.
A prendere posizione è il segretario provinciale Ugl Sicurezza Civile Roma, Roberto Pascucci, che critica il modello dei cosiddetti tutor urbani, sostenendo che la sola mediazione non sia sufficiente a garantire un'effettiva tutela del territorio. Secondo il sindacato, il Comune dovrebbe rivedere le proprie politiche in materia di sicurezza urbana e valutare forme di sostegno concreto per chi sceglie di affidarsi a servizi professionali di vigilanza.
«Evidentemente la sola mediazione non basta», afferma Pascucci, riferendosi alle politiche adottate dall'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri. L'Ugl propone che il Comune possa contribuire economicamente per consentire ai cittadini di attivare servizi di vigilanza privata, coinvolgendo istituti autorizzati e professionisti del settore.
Sulla stessa linea anche il segretario Ugl Roma, Ermenegildo Rossi, secondo cui nella capitale operano circa 7.000 guardie giurate. Rossi critica l'impiego di risorse per i tutor urbani e sostiene che tali fondi avrebbero potuto essere destinati al rafforzamento della vigilanza professionale, valorizzando una categoria già presente sul territorio.
La richiesta del sindacato arriva in un momento in cui, secondo quanto riportato da alcuni esponenti dell'Ugl, una parte dei residenti di Trastevere starebbe cercando soluzioni autonome per affrontare situazioni percepite come problematiche nel quartiere. Il sindacato invita il Comune a rivedere le priorità degli investimenti in sicurezza urbana e a valutare un sostegno diretto ai servizi di vigilanza professionale, attraverso il coinvolgimento di istituti autorizzati e guardie giurate, anche con un possibile contributo economico dell'amministrazione.