Zampolli: "Trump mi ha licenziato? Il presidente è sempre giusto, lo ringrazio"
Zampolli parla del suo licenziamento da Trump, ringraziando il presidente per l'opportunità. Scopri la sua versione dei fatti e il dietro le quinte.
Un incarico diplomatico breve ma intenso e poi la fine del rapporto. Paolo Zampolli, imprenditore italo-americano di 56 anni e amico di Donald Trump da circa trent'anni, non è più inviato speciale per le partnership globali degli Stati Uniti. La sua carriera è nata nella moda, dove ha scoperto diverse modelle, e proseguita nel settore immobiliare dove ha fatto fortuna. Ha conosciuto Trump organizzando una festa per il suo amico Flavio Briatore negli anni Novanta, e da lì è diventato uno dei suoi fedelissimi. Il 14 novembre il vicesegretario di Stato Christopher Landau gli aveva intimato di limitarsi alla diplomazia culturale e di non occuparsi di altre questioni. Zampolli aveva contestato questa direttiva, sostenendo di rispondere direttamente a Trump. Il 15 ottobre 2026, dopo che Politico aveva pubblicato l'intero scambio di email tra Zampolli e Landau, la Casa Bianca ha revocato l'incarico.
Zampolli ha raccontato la sua versione dei fatti al Corriere della Sera. "Non sono affatto sorpreso della decisione. Ringrazio il presidente per l'opportunità che mi ha dato. Il Presidente è sempre giusto. Servirlo e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita". Zampolli avrebbe voluto lasciare già a gennaio, ma Trump gli aveva chiesto di restare e l'incarico era stato prorogato di sei mesi. Secondo Zampolli, non è mai andato oltre le sue competenze né ha invaso il campo altrui. Il problema con Landau sarebbe nato anche sulla questione del fentanyl, un tema molto sentito da Trump come problema di salute pubblica, che secondo Zampolli avrebbe avuto una dimensione anche di politica estera.
"Con Landau non ho mai avuto un buon rapporto", ha detto Zampolli, negando di aver parlato di politica nei suoi viaggi e sostenendo di essersi limitato a facilitare accordi commerciali, come la vendita di aerei Boeing all'Uzbekistan. Ha anche incontrato Giuseppe Conte, ma ha detto che non si è parlato di politica. Quando è emerso il conflitto con Landau, Zampolli ha chiamato Trump e la Casa Bianca è intervenuta, sequestrando il telefono di Landau per capire cosa stesse succedendo. "Dobbiamo trovare una soluzione per Paolo", avrebbe detto Trump, secondo Zampolli.